La Storia del Gruppo
 
  Il Gruppo Aeromodellistico Trentino, associazione sportiva e culturale, opera nella nostra
  Regione fin dagli anni trenta, allorquando sorsero le prime sezioni della R.U.N.A. ( Reale Unione
  Nazionale Aeronautica ) in varie province Italiane. ( qui sotto alcune fotografie del 1940 scattate sul
  vecchio aeroporto di Trento situato nel sobborgo di Gardolo in zona nord)
  A Trento tale sezione divenne ben presto importante, anche grazie alla
  presenza a Gardolo dello stabilimento aeronautico G.Caproni, e si arricchì
  di numerosi proseliti indaffarati a progettare e costruire modelli.
  Furono anni di sperimentazioni continua, incoraggiata dal regime di allora
  che vedeva in questa attività una palestra per la formazione di un "vivaio" di giovani da avviare
  agli studi di ingegneria aeronautica o da inserire nell'arma aeronautica.
  I materiali usati erano semplici e primitivi, il legno di balsa era sconosciuto,
  si usavano listelli e compensati di pioppo per la costruzione di ordinate
  della fusoliera e centine delle ali per poi ricoprire il tutto con carta leggera.
  Usato era anche il sughero con il quale si sagomavano ruote e musetti dei
  piccoli velivoli. Anche i collanti erano sconosciuti, si usava colla da falegname e, solo molto più
  tardi, colla da calzolaio, più leggera e resistente. I modelli erano a volo
  libero e divisi in due categorie, veleggiatori e con elica mossa da matassa
  elastica. Solo più tardi fece la sua comparsa il motore meccanico
  ad aria compressa ed a scoppio. Verso la fine degli anni trenta
  fece la sua comparsa il legno di balsa ed il compensato " avio " ,
  utilizzati in campo aeronautico. Negli anni '39/40 vennero
  organizzate le prime gare a livello provinciale, sull'aeroporto di Gardolo,
  con la partecipazione dei gruppi di Trento e Rovereto. Dal primo
  dopoguerra in poi fu un susseguirsi di gare e manifestazioni,
  con notevole progresso sia nel campo tecnico che in quello
  costruttivo; giungeva dall'America la novità dei modelli
  " U-control ", ovvero volo vincolato circolare, che dava per la
  prima volta la possibilità di " pilotare " l'aeromodello da terra mediante
  due sottili cavi d'acciaio. Nel 1951 l'Aero Club Italia, subentrato alla R.U.N.A., istituì i primi
  corsi di aeromodellismo mettendo a disposizione materiali e finanziamenti.
  Anche a Trento si tennero questi corsi, costituiti da lezioni teoriche e
  pratiche con la costruzione di un modello da parte di ciascun allievo, con
  gara a fine corso e consegna dell'attestato di aeromodellista. In questo
  periodo, sempre dalla lontana America, arrivò la notizia della realizzazione
  di un radiocomando; si trattava di un apparato a valvole ad unico canale che permetteva, tramite
  un ricevitore ed un servomeccanismo elettromeccanico, installato a bordo
  del modello, di controllare il timone di direzione. Questo fu un evento
  rivoluzionario; se il sistema "U-control" permetteva di controllare il
  modello vincolato a dei cavi, questo nuovo sistema dava la possibilità
  affascinante di controllo, seppure parziale, senza alcun vincolo fisico tra
  pilota e modello. Questa nuova tecnica ha poi seguito passo dopo passo l'evoluzione della
  tecnologia elettronica e, con l'avvento dei transistor e delle tecniche digitali,
  ha poi permesso di esplorare il campo del controllo totale effettivo degli
  aeromodelli. L'attività del G.A.T. si svolgeva sempre sull'aeroporto di
  Gardolo che per la sua estensione permetteva la coesistenza dell'attività
  aeromodellistica e quella dell'Aero Club. Verso la fine degli anni '60 venne
  allestita in città la prima mostra aeromodellistica che riscosse vivo interesse fra la cittadinanza e
  specialmente fra le scolaresche. Tale esperienza fu poi ripetuta nel 1975 e
  1981 nelle sale del palazzo della Regione con un affluenza di circa 15.000
  visitatori nei sei giorni di apertura dell'ultima edizione. Nel 1976, in seguito
  alla cessata attività dell'aeroporto di Gardolo, il G.A.T. fu costretto ad
  abbandonare l'attività su quell'area a causa della destinazione della stessa
  alla costruzione dell'autoporto. Nel 1977, dopo accurata ricerca sul territorio, si riuscì a reperire
  un'area in località Acquaviva e nell'autunno dello stesso anno iniziarono i
  lavori di allestimento del nuovo impianto. Negli anni ottanta si assistette ad
  un altra evoluzione tecnologica, questa volta nel campo dei materiali, che
  impresse una nuova svolta anche in campo modellistico; parliamo dei
  materiali compositi, fibre di vetro, di carbonio, kevlar e resine epossidiche.
  Sui campi di volo si incominciarono a vedere modelli costruiti mediante
  l'utilizzo di questi nuovi materiali; alianti con aperture alari che
  incominciavano a superare i quattro metri, modelli a motore sempre più
  grossi e complessi. Fece la sua comparsa anche l'elicottero radiocomandato,
  dapprima con voli incerti e critici poi sempre più sicuri con l'affinamento
  della costruzione meccanica, l'ausilio di giroscopi elettronici che
  aumentavano la stabilità. Il tutto migliorò ulteriormente nella seconda metà
  degli anni ottanta quando comparvero sul mercato apparati di
  radiocomando sempre più sofisticati, basati sull'utilizzo di microprocessori che ne aumentavano
  notevolmente la flessibilità e precisione d'uso e, non ultima, l'affidabilità.
  In questo periodo molti nostri Soci hanno ottenuto notevoli affermazioni in
  campo nazionale partecipando a gare di campionato Italiano sotto l'egida
  della F.A.I.( Federazione Aeronautica Internazionale ). Arriviamo ora a
  questi ultimi anni quando nel 1991 anche l'area di Acquaviva che ospitava il
  nostro campo di volo cambiò nuovamente destinazione essendo inserita in un progetto di bonifica
  che coinvolge tutta la zona circostante. Da quel momento iniziò una ricerca,
  che possiamo definire "disperata" di un area alternativa a quella che
  stavamo per perdere. Tale ricerca si dimostrò subito ancora più ardua del
  previsto a causa della conformazione del nostro territorio e dell'alta
  intensità di utilizzo dello stesso per l'attività agricola, artigianale, abitativa.
  Ci si rese conto quasi subito che l'unica area in cui si sarebbe potuto realizzare un nuovo impianto
  era comunque situata a sud di Trento. Dopo lunga trattativa siamo infine
  riusciti ad ottenere in concessione un appezzamento di terreno 1.000m a
  sud del vecchio impianto, in posizione tale da garantire lo svolgimento
  della nostra attività in piena sicurezza. Nel 1994, sono infine iniziati i
  lavori di allestimento di questo nuovo impianto, è stato un lavoro molto
  impegnativo che grazie alla sensibilità, anche finanziaria, di molti soci, all'aiuto dell'ente pubblico,
  ed anche al contributo FEECRIT siamo riusciti a portare a termine.
  Il risultato fu di grande soddisfazione; avevamo un impianto sportivo
  che si estendeva su un area di circa 19.000 mq con recinzioni di sicurezza,
  completamente rullata e seminata a erba, con una pista in asfalto di 100
  x10m, con un filare di piante lungo tutto il fronte verso la pista ciclabile.
  Il lavoro fu rifinito con tutti gli arredi necessari per rendere più gradevole l'uso dell'impianto
  da parte dei soci e la sosta della gente che ci veniva a trovare perché
  interessata o, semplicemente, per un attimo di sosta dalla passeggiata
  sulla pista ciclabile. Il 23 aprile 1995 si svolse, su questo nuovo impianto,
  la cerimonia di inaugurazione ufficiale alla presenza di numerose
  personalità della P.A.T. e del Comune di Trento alle quali avemmo l'onore
  di consegnare un riconoscimento a ringraziamento della sensibilità e disponibilità che ci permise
  di realizzare quanto sopra descritto.
  In quest'occasione avemmo anche il piacere di consegnare ai "vecchi" presidenti G.A.T. un
  riconoscimento per ringraziarli del loro impegno negli anni passati, impegno che ha permesso
  al Gruppo Aeromodellistico Trentino di vivere ed operare fino ai giorni nostri.
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